I Calocedri

Il calocedro, conosciuto anche come cedro dell’incenso o libocedro, è una conifera sempreverde originaria delle regioni montuose di California e Oregon, dove cresce accanto ad abeti e pini lungo i versanti più freschi. Introdotto nei giardini europei tra Otto e Novecento, si distingue per il portamento verticale e regolare.

 

La chioma, compatta e uniforme, è composta da piccole foglie squamiformi disposte in pennacchi appiattiti, di un verde intenso e brillante. Osservate da vicino, le ramificazioni ricordano quasi un tessuto, liscio e profumato.

La corteccia, spessa e fibrosa, con il tempo si solleva in strisce verticali e rivela sfumature calde tra il bruno e il ramato, ben visibili quando colpite dalla luce radente del mattino o del tardo pomeriggio.

A fine estate, il calocedro produce coni legnosi dalla forma inconfondibile, simili a piccole rose aperte. Sono strutture minute, che si aprono lentamente per disperdere i semi al vento, completando il ciclo stagionale della pianta.

Il legno, chiaro e aromatico, è stato impiegato a lungo in Nordamerica per la produzione di matite, attrezzi da carpenteria e rivestimenti esposti all’aperto, grazie alla sua resistenza alla decomposizione. Per la sua forma ordinata e la buona tolleranza a suolo, potature e condizioni semiombreggiate, è diventato una presenza ben riconoscibile nei giardini di tutto il mondo.

Nel parco del Castello di Tabiano, il calocedro rappresenta un punto di equilibrio tra esotico e familiare: la sua verticalità netta accompagna la morfologia del terreno, creando contrasti visivi e coni d’ombra.