Terrazza dei Cedri

Di fronte alla scalinata principale, la terrazza dei cedri si apre con una sequenza di grandi conifere, testimoni dell’impianto ottocentesco originario e ancora centrali nel disegno del parco. La loro introduzione non seguiva criteri botanici, ma era frutto della moda dell’epoca alla ricerca dell’effetto scenografico di alberi monumentali, capaci di dominare visivamente lo spazio.

Originari di aree montuose come l’Himalaya, il Libano o l’Atlante nordafricano, i cedri sono alberi sempreverdi a crescita lenta, dotati di una chioma espansa che assume una forma orizzontale, con aghi riuniti in ciuffi e una corteccia grigio-bruna che si fessura con l’età. Sebbene maestosi e longevi, non sempre si adattano a terreni compatti o climi soggetti a variazioni improvvise, come quelli delle colline parmensi.

Nel corso del restauro del parco, i cedri della terrazza sono per questo stati sottoposti a interventi mirati di tutela: potature straordinarie, tecniche di aerazione del suolo e somministrazione localizzata di nutrienti hanno permesso di preservarli.

Il progetto ha inoltre previsto il ripristino del prato e la ridefinizione dei percorsi, restituendo alla terrazza la sua vocazione di luogo suggestivo e contemplativo, orientando lo sguardo verso l’orizzonte degli Appennini.

Oggi, questa parte del Giardino accoglie il contrasto tra la monumentalità silenziosa dei cedri e la trama luminosa del verde. Una composizione che conserva la memoria di un gusto paesaggistico d’altri tempi, interpretato con criteri contemporanei di sostenibilità e attenzione botanica.