I Tassi

Il tasso è una delle conifere europee più antiche e longeve. Alcuni esemplari sono radicati da secoli accanto a chiese, cimiteri e dimore storiche. In natura cresce in boschi ombrosi e freschi, spesso in compagnia di faggi e abeti. Nei giardini contemporanei viene spesso utilizzato per definire spazi raccolti o geometrie verdi dal carattere solido: si adatta alle potature ripetute e cresce con lentezza ma regolarità, mantenendo forme definite nel tempo.

Gli aghi crescono in file ordinate lungo i rametti e formano masse compatte di colore verde scuro, adatte a creare strutture fitte e continue, che modulano lo spazio e la luce. Le piccole bacche rosse, dette arilli, sono in realtà involucri carnosi che circondano il seme: attraenti per gli uccelli, che ne consumano solo la polpa. Così come le foglie e la corteccia, i semi contengono infatti sostanze velenose, che contribuiscono alla fama ambivalente della pianta. Questa combinazione di aspetto essenziale e potenziale pericolo ha alimentato nel tempo l’aura simbolica del tasso, spesso presente in luoghi di riflessione o memoria.

Il suo legno, compatto ed elastico, era molto apprezzato per la lavorazione di utensili già in epoca preistorica: proprio con un arco di tasso era armato Ötzi, l’uomo del Similaun rinvenuto tra i ghiacciai dell’Alto Adige negli anni ’90 e vissuto oltre 5000 anni fa.