
Le Cisterne
Proprio sotto le terrazze, custodite dalla terra e dalla pietra, si trovano le sette antiche cisterne del Castello di Tabiano. Invisibili a un primo sguardo, costituiscono invece una delle infrastrutture storiche più ingegnose dell’intero complesso.
Costruite per raccogliere e conservare l’acqua piovana, rappresentano un esempio perfetto di integrazione tra architettura e risorsa naturale. In un territorio collinare soggetto a periodi di siccità, la possibilità di accumulare acqua in profondità era non solo utile, ma decisiva per la sopravvivenza del giardino e del complesso agricolo. L’acqua piovana, incanalata dai tetti e dalle superfici pavimentate, veniva convogliata in queste cavità, dove si manteneva fresca e pulita grazie alla protezione della muratura e alla profondità del suolo. Il sistema sfruttava le pendenze naturali del terreno e un’articolata rete di canalizzazioni in pietra e cotto, progettata per ottimizzare la raccolta e limitare le dispersioni.
Durante il recente restauro del parco, le cisterne sono state riportate alla piena funzionalità per alimentare il nuovo impianto di irrigazione, che serve le aiuole e i prati attraverso un sistema automatizzato. La cura progettuale ha scelto di valorizzarne la presenza non solo dal punto di vista tecnico, ma anche culturale.
Nel contesto del giardino di oggi, le cisterne raccontano un legame antico tra cura del paesaggio e gestione dell’acqua. Ricordano una tradizione che continua a ispirare soluzioni nate da osservazione e rispetto dei luoghi, dove ogni goccia conserva il suo valore.
Camminare nei pressi di queste strutture significa passare accanto a un patrimonio silenzioso: tracce sotterranee di un’attenzione che unisce passato e presente, e che rende queste architetture ancora oggi indispensabili.
