
Le Piante Officinali
In una delle aree più riparate e soleggiate del giardino, si estende un piccolo impianto di piante officinali, creato per restituire varietà di specie, memoria delle colture storiche e un dialogo continuo con il paesaggio.
Non si tratta di un orto tradizionale, ma di uno spazio che rinnova una pratica antica: coltivare specie officinali che hanno accompagnato l’essere umano nei gesti quotidiani, nei momenti di cura, nella preparazione degli alimenti e nelle cerimonie.
Fin dall’antichità, queste piante venivano riconosciute, coltivate e tramandate. Nei chiostri, nei poderi rurali e negli spazi domestici, costituivano un sapere diffuso, fondato sull’esperienza, sull’osservazione e su un rapporto diretto con la natura.
Il progetto del Castello di Tabiano riprende queste tracce e le declina in una forma attuale, selezionando specie adatte al luogo, capaci di armonizzarsi con il verde esistente e di offrire spunti di osservazione e momenti di sosta consapevole all’interno del paesaggio.
Accanto a essenze ben note come melissa, rosmarino o menta piperita, trovano posto varietà meno presenti nei giardini ma parte delle tradizioni officinali: l’issopo, documentato già nei primi erbari storici; la santolina, dal fogliame argenteo e dall’aroma persistente; la santoreggia, tipica della cultura erboristica mediterranea.
Questo settore accompagna la passeggiata accanto alle Serre, introducendo sfumature di colore e profumo che cambiano nel corso delle stagioni. La loro disposizione segue anche criteri funzionali: il portamento fitto e ordinato di molte di queste piante aiuta infatti a contenere la scarpata lungo il versante, ostacolando le infestanti, migliorando la tenuta del terreno e favorendo un equilibrio ecologico duraturo.
