
Le Querce
Nel cuore del giardino, le querce rappresentano una delle presenze più significative e caratteristiche. Specie autoctone dell’Appennino, questi alberi sono parte della storia vegetale del territorio e contribuiscono a definire la fisionomia del paesaggio.
All’interno del Parco Romantico, il recente restauro ha riportato l’attenzione proprio su questi esemplari. Nei decenni passati, la moda dei giardini del primo Novecento aveva favorito l’introduzione di conifere ornamentali, scelte più per il loro carattere esotico che per adattabilità. Con il tempo, però, molte di queste si sono dimostrate fragili, sensibili alla siccità e poco compatibili con il suolo collinare. Da qui la decisione di valorizzare le essenze locali, capaci di inserirsi con continuità e armonia nel contesto.
Imponenti e dinamiche, le querce si distinguono per la longevità e per la forma espansa della chioma. I loro rami si estendono in larghezza, offrendo zone d’ombra e rifugio. Il fogliame accompagna il ritmo stagionale con variazioni che vanno dal verde lucido dell’estate alle sfumature ambrate dell’autunno.
Le querce oggi presenti sono state oggetto di interventi mirati di cura, consolidamento e reintegrazione, con l’obiettivo di ricostruire una connessione più autentica tra vegetazione e suolo. La loro diffusione, oltre a migliorare la qualità paesaggistica, garantisce una maggiore resistenza ai cambiamenti climatici in atto e tutela la biodiversità spontanea.
